venerdì 18 giugno 2010

Che senso ha respingere la Vita?


Che senso ha respingere la Vita?
Vita che chiede aiuto, Vita che porta aiuto.
Prigionieri in un lembo di terra prigione a cielo aperto.
Prigionieri della nostra indifferenza.
Prigionieri in fuga dalla povertà ora vestiti di mare.
Prigionieri della paura.
Prigionieri di troppe parole dette x nascondere la verità.
Siamo sulla stessa barca,
sospinti da vele gonfie della nostra speranza e libertà,
dal nostro silenzio e tutto quello che porta con sé.
Vele tese per spingerci verso nuove rotte verso,
oltre e altri orizzonti.
Gianna
(il disegno è di Amal Kaawah, artista palestinese)

venerdì 4 giugno 2010

Attenzione prossimo cerchio

prossimo appuntamento per i Cerchi di silenzio
mercoledì 16 giugno
dalle 18.00 alle 19.00
piazza Duomo Trento

martedì 18 maggio 2010

Il giorno dopo la "Marcia della Pace"


Caduti in mare, caduti in terra, caduti in viaggio, caduti in guerra.
Facciamo silenzio per chi parte e non arriva, per chi arriva e viene respinto e riparte e ricade.
Facciamo silenzio per chi muore in guerre cominciate e poi dimenticate, o dimenticate prima ancora di cominciare.
Mar Mediterraneo, Terra di Afghanistan, africani, italiani, afghani, tutti vittime di una stessa logica.
La logica della guerra è la logica dei respingimenti ed è la logica del razzismo.
E’ la logica della non-fratellanza, del non-riconoscimento, della difesa dei privilegi, della violenza. Esportata in terre lontane o esercitata qui, sulle nostre terre e nei nostri mari.
Il silenzio è rispetto per tutte le morti e per tutte le vite.
Ma è anche la ferma opposizione alla logica della guerra e dei respingimenti e del razzismo e della violenza.
Il silenzio è la speranza di una nuova terra e di un nuovo mare.

lunedì 3 maggio 2010

Marcia della pace Perugia-Assisi

domenica 16 maggio 2010

Marcia per la pace
Perugia-Assisi
“Abbiamo bisogno di un’altra cultura”

Noi ci saremo!

www.perlapace.it

venerdì 30 aprile 2010

Pane e coraggio


PANE E CORAGGIO
di Ivano Fossati

Proprio sul filo della frontiera
il commissario ci fa fermare
su quella barca troppo piena
non ci potrà più rimandare
su quella barca troppo piena
non ci possiamo ritornare.

E sì che l'Italia sembrava un sogno
steso per lungo ad asciugare
sembrava una donna fin troppo bella
che stesse lì per farsi amare
sembrava a tutti fin troppo bello
che stesse lì a farsi toccare.

E noi cambiavamo molto in fretta
il nostro sogno in illusione
incoraggiati dalla bellezza
vista per televisione
disorientati dalla miseria
e da un po' di televisione.

Pane e coraggio ci vogliono ancora
che questo mondo non è cambiato
pane e coraggio ci vogliono ancora
sembra che il tempo non sia passato
pane e coraggio commissario
che c'hai il cappello per comandare
pane e fortuna moglie mia
che reggi l'ombrello per riparare.

Per riparare questi figli
dalle ondate del buio mare
e le figlie dagli sguardi
che dovranno sopportare
e le figlie dagli oltraggi
che dovranno sopportare.

Nina ci vogliono scarpe buone
e gambe belle Lucia
Nina ci vogliono scarpe buone
pane e fortuna e così sia
ma soprattutto ci vuole coraggio
a trascinare le nostre suole
da una terra che ci odia
ad un'altra che non ci vuole.

Proprio sul filo della frontiera
commissario ci fai fermare
ma su quella barca troppo piena
non ci potrai più rimandare
su quella barca troppo piena
non ci potremo mai più ritornare.

"Forse solo il silenzio esiste davvero"

Josè Saramago

giovedì 15 aprile 2010

Terzo momento di riflessione

Voglio la primavera
D'autunno cadono le foglie in un'esplosione di colori. Sanno che la terra le accoglierà e tornerà il momento di nuova vita.
Tornerà la primavera e tutto uscirà dal grigio piatto e uguale e tutto tornerà ad avere un colore ed un nome.
Le parole ora sono a terra come foglie d'autunno, morte, schiacciate, piatte e prive di valore, calpestate. Tornano a volare solo se tirate in causa da turbini di rabbia, violenza e indifferenza che le confondono, mescolano senza ragione. Basta. Voglio la primavera.
Abbiamo iniziato a calpestare i diritti di stranieri e di migranti perché hanno culture e storie, diverse e altre.
Poi ce la siamo presi con i poveri e i mendicanti perché hanno storie diverse e altre.
Ora chi tocca? alle persone disabili? perché diverse e altre?
E poi è il turno delle donne perché semplicemente altre.
E' qui il mio egoismo e la mia paura. Perché questa è la mia categoria e tu a quale categoria appartieni?
Basta voglio la primavera e voglio tornare a dare un nome, voglio smettere di ragionare per categorie.
Straniero, migrante, extracominutario, negro, mendicante, povero, accattone, barbone, disabile, handicappato, diversamente abile, donna, puttana, prostituta, gay, lesbica, frocio, omosessuale, leghista, comunista, fascista, pacifista.
Basta. Voglio la primavera, voglio tornare a dare un nome, voglio chiamarti per nome perché il mio silenzio è primavera. Il mio nome e' Gianna.

(riflessione del terso cerchio di silenzio a Trento)